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JEWISH REFUGEES

IN APULIA
Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Rivka Friedman Cohen

Nata a Leuca nel 1946, rappresenta la seconda generazione dei profughi ebrei giunti in Salento. Il suo atto di nascita si conserva presso l’anagrafe del comune di Castrignano del Capo.
I suoi genitori erano ungheresi. Il padre era riuscito a sfuggire alla cattura dei russi che volevano inviarlo in un campo di lavoro in Siberia dopo l’occupazione dei territori orientali dell’Ungheria.Con la madre, la sorella gemella di quest’ultima e suo marito era riuscito a raggiungere l’Italia. Da Milano, attraverso varie tappe, la famiglia arrivò a Santa Maria al Bagno. In Salento, all’ospedale di Leuca (colonia Scarciglia), nel dicembre 1946 nacquero, a distanza di due giorni, le figlie delle due sorelle. La famiglia di Rivka rimase a Santa Maria fino alla sua chiusura nel 1947 per poi trasferirsi al campo di Bari Palese, da dove partì per l’emigrazione illegale in Terra d’Israele.
Ovviamente Rivka non ricorda niente del suo soggiorno salentino ma, grazie alla memoria dei genitori e della zia e alle testimonianze fotografiche conservate, ha potuto ricostruire che il padre era un meccanico di precisione nel laboratorio di meccanica di Santa Maria al Bagno e che il nucleo famigliare fu alloggiato in una villa nei pressi del paese, ancora non identificata. I genitori di Rivka rimasero perlopiù all’interno della comunità ungherese e, dato che non conoscevano l’italiano, non ebbero molti rapporti con la società locale.
Rivka ha scritto un libro basato sulle memorie dei genitori:ricorda che sua zia le diceva sempre che quello passato in Salento è stato uno dei periodi più belli della sua vita.
Nelle foto che la rappresentano appena nata in braccio alla madre e che mostrano l’interno della Colonia Scarciglia di Leuca compaiono alcune suore Salesiane dei Sacri Cuori, che assistevano le madri dei campi salentini.


Born in Leuca in 1946, she represents the second generation of the Jewish refugees who lived in Salento. Her birth certificate is still kept in the Archives of the municipality of Castrignano del Capo.
Rivka’s parents were Hungarian. Her father managed to escape the Russians who wanted to send him to a labour camp in Siberia, after they occupied the Eastern territories of Hungary. Along with his wife, her twin sister and the latter’s husband he reached Italy. From Milan, after various stops, Rivka’s family got to Santa Maria al Bagno. In December 1946 in Salento, at the hospital of Leuca (colonia Scarciglia), on a two-days time gap, the two daughters of the twin sisters were born. Rivka’s family stayed in Santa Maria until the Salento camps were closed in 1947. They were later transferred to the Palese Bari camp, where they fled for the illegal immigration into the Land of Israel.
She obviously has no memory about her life in Salento. However, thanks to her parents’ and aunt’s oral accounts and the pictures they preserved of the period, she could find out that her father was a mechanic working in a workshop of the camp of Santa Maria al Bagno and that her family lived in a villa near the village, which still awaits for identification. Rivka’s parents mainly lived within the Hungarian community and since they did not know Italian they did not have many contacts with the local Italians, despite their long stay in Apulia.
Rivka wrote a book based on her parents’ memories: she stresses that her aunt always used to say that in Salento she spent one of the best periods in her life.
In the pictures shot in Leuca at the Colonia Scarciglia hospital, where she appears as a new born baby in her mother’s arms, some nuns of  the Salesian order “dei Sacri Cuori” are shown, who assisted the mothers of the DP camps.

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