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JEWISH REFUGEES

IN APULIA
Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Johanna [Gerechter] Neumann

 

Johanna [Gerechter] Neumann, nata ad Amburgo nel 1930, riuscì a fuggire con i genitori in Albania, evitando così le deportazioni.

Raggiunsero gli altri ebrei di origine jugoslava che vi si erano rifugiati, con l’intenzione di costruire delle barche per tentare di attraversare l'Adriatico e raggiungere Bari e Brindisi.

Era l'estate del '43 quando riuscirono nell'intento: con un camion arrivarono poi a Tricase Porto.

Rimase lì con la famiglia per undici mesi, dal settembre 1945 all'agosto 1946.

Nel campo era l'unica adolescente ad avere i genitori: gli altri erano giovani sopravvissuti alla Shoà rimasti orfani.

Era un luogo triste, nonostante la possibilità di ricominciare a vivere: si formavano coppie, molti si sposavano e nascevano bambini.

Ma il passato non si poteva cancellare ed è qui che Johanna venne a conoscere, dai ricordi di altri profughi, la tragedia vissuta dalla maggior parte dei suoi correligionari, situazione che lei, fortunatamente, non aveva vissuto direttamente.

La religione nel campo veniva praticata poco.

La sua famiglia era l'unica osservante.

Arrivarono a Tricase Porto dopo Shemini 'atzeret e la prima festa importante sarebbe stata Pesah.

Il padre tentò di organizzare un seder come si deve, ma non vi riuscì.

La cucina non era kasher e il padre tentò di essere il più kasher possibile almeno per Pesah, come aveva fatto in tutti quegli anni.

La loro tappa successiva fu Napoli: era molto difficile muoversi in quel periodo, date le distruzioni belliche.

Fecero la visita medica prima dell'agosto del 1946 al consolato americano di Napoli e entrarono nelle quote tedesche e ceche per gli Usa.

Arrivarono in America nel settembre del 1946  mentre il padre li raggiunse più tardi. Ad attenderli a New York avevano una nonna, una zia e una cugina.

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