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JEWISH REFUGEES

IN APULIA
Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Heinz Weiss

 

Heinz (Henry) Weiss, tedesco, apparteneva a una famiglia ebraica liberale. Nato a Berlino nel 1911, all'età di otto anni si trasferì in Yugoslavia poiché il padre Ignaz, commerciante di articoli elettrici, proveniva da Zagabria. 

Parlava tedesco, serbo, italiano e inglese. Sfuggì ai campi di concentramento nascondendosi.

Riuscì ad arrivare in Italia, ove rimase a lungo in vari campi di transito e in particolare a Santa Maria al Bagno.

Grazie alle sue conoscenze linguistiche, poche settimane dopo il suo arrivo fu contattato dall'amministratore americano del campo. Fu quasi costretto a diventare interprete. Lavorò sei mesi per l'UNRRA insieme ad italiani e jugoslavi.

In tale veste, di tanto in tanto veniva mandato alla prigione di Lecce per fare da interprete ai detenuti stranieri. Di solito i prigionieri erano accusati di contrabbando di sigarette e, nel peggiore dei casi, di omicidi, in genere per questioni d’affari.

Faceva così da tramite tra il giudice, le guardie e i prigionieri.  

Ad esempio, una volta fu chiamato per tradurre le parole di alcuni detenuti accusati di aver ucciso un italiano.

Essi si difendevano sostenendo di essere andati in città per affari e di non avere nulla a che fare con l’omicidio; aggiunsero che nel momento in cui era avvenuto il delitto essi si trovavano riuniti in preghiera con altri dieci uomini e che quindi avevano dieci testimoni. Weiss riferì le loro parole al giudice, che lo mandò dal Procuratore.

Questi aveva una villa a Santa Maria al Bagno e gli disse che i profughi che se ne erano impossessati l’avevano quasi completamente distrutta.

Se avesse provveduto a farla riparare avrebbe aiutato i prigionieri.

Weiss decise di chiedere, a un uomo che si occupava delle manutenzioni al campo, di andare ad aggiustare quanto era stato rotto spiegandogli che il suo gesto avrebbe salvato i tre detenuti.

Ma l’uomo rifiutò perché era contrario ai fascisti, proprietari delle ville.

Fu il fratello ad accettare di compiere l'impresa in cambio di una macchina che lo portasse a Bari.

Dopo pochi giorni i prigionieri furono liberati. 

Tra gli eventi che ricorda, quello che lo scosse maggiormente fu l'omicidio di un uomo che vendeva orologi di contrabbando.

Una volta questi raccontò a Weiss di avere subito minacce ed egli non poté fare altro che farlo mandare in un altro campo. Nonostante l'allontanamento, dopo due settimane il contrabbandiere fu trovato morto in una cisterna.

L’omicida era un altro contrabbandiere che aveva chiesto alla vittima di cedergli i suoi orologi; al suo rifiuto lo uccise. 

Weiss fu trasferito da Santa Maria al Bagno a Santa Maria di Leuca e infine a Napoli da dove, grazie all'aiuto di alcuni diplomatici jugoslavi, riuscì a raggiungere New York. Il lavoro nei campi di transito gli permise di ricominciare una nuova vita in America: per quaranta anni ha continuato a lavorare per un giudice di Berlino.

La morte dei parenti nei campi o in battaglia (a causa delle persecuzioni naziste ben trenta membri della sua famiglia sono scomparsi) ha causato in lui la totale perdita della fede.

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