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JEWISH REFUGEES

IN APULIA
Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Amek Adler

 

Amek Adler, nato a Lublino nel 1928. Fu internato in vari campi di concentramento, tra cui Dachau e Auschwitz.

Si diresse poi in Italia per raggiungere il fratello, che avrebbe voluto che Amek si arruolasse nella Jewish Brigade. Ma questi, una volta giunto al campo di Santa Cesarea, decise di rimanervi due anni. Il suo compito al campo era quello di prendere sotto la sua tutela uomini e donne che dovevano essere imbarcati sulle navi dirette in Palestina.

Sarebbe voluto partire anche lui ma, sapendo che gli inglesi bloccavano i profughi a Cipro, preferì rimandare il suo proposito.

Fu parte attiva di varie attività politiche. Nel 1946 fu commesso un attentato contro l'ambasciata inglese a Roma: anch'egli fu coinvolto.

Quando il fratello Ben e la madre andarono in Svezia, Amek non sapeva se rimanere o partire con loro. Nel 1946 li raggiunse, lasciando con tristezza gli amici di Santa Cesarea, lieto però di ricongiungersi alla sua famiglia. Iniziò a lavorare con il compito di testare i prodotti meccanici finiti.

Quando nel 1948 scoppiò la guerra di liberazione in Israele, si rivolse ad un'agenzia dell'Haganà, pronto a partire come volontario per combattere come pilota aereo, ma gli dissero che non potevano affidargli quell'incarico di responsabilità perché non parlava l’ebraico e non aveva esperienza, per cui l'unica cosa possibile era arruolarsi nell'esercito regolare.

La madre non era d'accordo e, dato che nessuno si sarebbe preso cura di lei durante la sua assenza, decise di non partire. Nel 1974 decise di trasferirsi in Canada, essendo già legato dal 1948 a una loggia del B'nay Berith canadese.

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