Login Form







 

JEWISH REFUGEES

IN APULIA
Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Gertrude (Gerti) Goetz

Gertrude Goetz è nata a Vienna nel 1931. Con l’annessione dell’Austria al Grande Reich tedesco, Gertrude e la sua famiglia dovettero lasciare l’Austria e trovarono rifugio in Italia nel 1939. Quando l’Italia dichiarò guerra come alleata delle forze dell’Asse, la famiglia fu internata in un paesino remoto in Abruzzo. Con l’Armistizio nel 1943 e la conseguente occupazione tedesca dell’Italia, Gertrude e la sua famiglia cercarono rifugio nelle foreste abruzzesi. Liberati nel giugno del 1944, si diressero verso sud e trascorsero i cinque anni seguenti in campi profughi nel Salento. Gertrude e sua madre riuscirono a emigrare negli Stati Uniti nel 1949, mentre il padre non poté unirsi alla famiglia prima del 1951.

Gertrude Goetz was born in Vienna, Austria, in 1931. With the annexation of Austria into the Greater German Reich, Gertrude and her family had to leave Austria and found refuge in Italy in 1939. When Italy declared war as an ally of the Axis powers, the family was interned in a small, remote village in the Abruzzi region of Italy. With the conclusion of the Armistice and the following German occupation of Italy in 1943, Gertrude and her family sought refuge in the forests of the Abruzzi area. Liberated in June 1944, the family made its way to Southern Italy and spent the next five years in refugee camps located in Salento. Gertrude and her mother were finally able to leave the camps and emigrate to the U.S. in 1949, her father was not able to join the family till 1951.

 

- Ci racconti della sua vita prima di arrivare nell'Italia del dopoguerra?
Can you tell us something about your life, before you arrived in after-war Italy?



A Vienna la mia famiglia conduceva una normale vita borghese. Vivevamo in un quartiere abitato perlopiù da non ebrei, non eravamo osservanti né andavamo in sinagoga. I miei genitori avevano un negozio di abiti. Io, figlia unica, frequentavo la scuola materna Montessori e nel 1937 entrai in prima. Con l’avvento al potere dei nazisti nel 1938 dovetti trasferirmi in una scuola riservata ai bambini ebrei in cui anche gli insegnanti erano ebrei. Nel 1939 mio padre fu imprigionato e mandato al campo di concentramento di Dachau. Il nostro appartamento, così come il negozio, divennero proprietà di un funzionario nazista. Per liberare mio padre da Dachau dovemmo provare che avevamo la possibilità di essere accolti da un Paese che accettava profughi ebrei. Fummo molto fortunati ad ottenere un asilo temporaneo – di sei mesi – in Italia. Grazie a questo permesso di immigrazione, mio padre fu rilasciato da Dachau e, nel luglio del 1939, senza soldi e con solo una borsa ciascuno, lasciammo l’Austria per l’esilio in Italia.
My family led a middle class, normal life in Vienna. We lived in a predominantly gentile area and did not observe Jewish rituals or belong to a synagogue. My parents owned a store specializing in fashion and confection merchandize. I, an only child, attended Montessori kindergarten and in 1937 entered first grade. With the advent of the Nazi regime in 1938 I had to transfer to a school reserved for Jewish children and taught by Jewish teachers. In 1939 my father was imprisoned and sent to Dachau concentration camp. Our apartment as well as our store were appropriated by a Nazi functionary. In order to gain release of my father from Dachau we had to prove that we had gained entry into any country willing to accept Jewish refugees. We were very fortunate to obtain a temporary asylum - for a six month stay - in Italy. Armed with this immigration permit, my father was released from Dachau, and in July 1939, penniless and armed only with one suitcase per person, we left Austria for exile in Italy.



- Che cosa ricorda della vita in Italia?
Any memories of your life in Italy?



Nel luglio del 1939 arrivammo a Milano, senza soldi, come sorvegliati della comunità ebraica. Ai miei genitori ufficialmente non era permesso di lavorare, ma presto mia madre trovò un impiego come donna delle pulizie. Con l’entrata dell’Italia in guerra mio padre fu imprigionato e successivamente trasferito in un campo di concentramento ad Isola del Gran Sasso, in Abruzzo. Nel 1942 mia madre ed io fummo internate in un paesino remoto nella stessa regione. Fu lì, a Castilenti, in provincia di Teramo, che potemmo riunirci a mio padre come internati. Nel settembre del 1943 con la dichiarazione dell’Armistizio e con il pericolo dell’occupazione tedesca, abbandonammo Castilenti, cercando rifugio nelle foreste della zona circostante. Il 6 giugno del 1943 fummo finalmente liberati.
We arrived in July 1939 in Milano, penniless, as wards of the Jewish community. My parents were not allowed to work officially, but soon my mother took on housecleaning jobs. With Italy's entry into the war, my father was imprisoned and subsequently transferred to a concentration camp in Isola Gran Sasso, Abruzzi. In 1942 my mother and I were also interned in a small remote village in the Abruzzi region. It was here in Castilenti, province of Teramo, that we were reunited as internees with my father. In September 1943, with the declaration of the Armistice and endangered by the German occupation, we fled Castilenti finding refuge in the forests of the surrounding area. We were finally liberated June 6, 1943.



- Come siete giunti in Salento?
How did you reach Salento?



Dopo la nostra liberazione del 6 giugno del 1944, ci dirigemmo verso sud, dove fummo avvisati che erano stati allestiti dei campi profughi – all’inizio dall’UNRRA, poi amministrato dall’IRO. Dopo un lungo viaggio in treno, arrivammo al campo di transito di Bari e da lì fummo trasportati a Santa Maria al Bagno. Giungemmo la sera tardi e ci fu data una stanza, dei letti e delle coperte. Nonostante l'estrema semplicità, quasi sconfortante, dell'alloggio che ci era stato assegnato, eravamo così esaltati di avere finalmente una stanza tutta nostra!
After our liberation on June 6, 1944 we made our way to Southern Italy, where we were advised that refugee camps had been set up - at first by UNRRA and later administered by IRO. After a lengthy train journey, we arrived in Bari's Transit camp and from there we were transported to Santa Maria al Bagno. Upon our arrival late evening we were assigned a room and given bedding supplies. Although the quarter assigned us was very barren and forbidding, we were so elated to have finally a room of our own!



- Che cosa ricorda dei campi di transito salentini?
Any memories of the Salento transit camps?



Il mattino dopo il nostro arrivo, munita di un asciugamano, scesi da Santa Croce (oggi si chiama Mondo Nuovo) verso la spiaggia di Santa Maria. Non appena scorsi quel mare azzurro e tranquillo e i raggi dorati del sole che si riflettevano sull’acqua, fu come una visione celestiale. Quell’immagine idilliaca era intensificata dal senso di tranquillità e di pace. Appena dodicenne, ero sopraffatta dalla scena e dalla sensazione che finalmente io e la mia famiglia eravamo al sicuro e che da quel momento in poi avremmo avuto in serbo un futuro migliore.
The morning after our arrival, equipped with a towel, I made my way down from Santa Croce (Mondo Nuovo, as it is known today) and headed for the beach in Santa Maria. A heavenly sight came in view when I first spied the blue, calm ocean and the golden rays of the sun reflected above the water. This idyllic picture was enhanced by the sense of tranquility and peace. I, a twelve year old girl, was overcome by this scene and the feeling finally that I and my family were at last secure and that from now possibly a better future was in store for us.



- Come passava il tempo a Santa Maria?
How did you spend your time in Santa Maria?



Le nostre vite presto ripresero un corso regolare. Ricevevamo razioni quotidiane di cibo, facevamo amicizia con altri rifugiati tedeschi e austriaci. I miei genitori, non volendo rimanere inattivi, anche per guadagnare qualcosa, andarono a lavorare nel campo. Due mesi dopo il nostro arrivo, mia madre incaricò un giovane rifugiato – un professore ebreo italiano di liceo – di darmi lezioni private per prepararmi ai primi tre anni di ginnasio. Nel giugno del 1945 superai gli esami. Ero pronta a frequentare regolarmente il ginnasio di Nardò. Terminai la quarta  ginnasio, ma in quinta fui costretta a interrompere l'anno perché il nostro campo fu trasferito a Palese. Ancora una volta seguii lezioni private e nel 1947 potei frequentare il primo anno di liceo a Barletta. Al liceo di Nardò feci amicizia con molte compagne di classe, anche se mi era difficile  passare più tempo con loro perché alla fine delle lezioni un camion mi passava a prendere per riportarmi al campo. Ho bei ricordi del tempo trascorso al ginnasio di Nardò in quanto tutti, dalle compagne ai professori, mi trattavano con profonda gentilezza. La mia famiglia aveva poche possibilità di interagire con gli abitanti di Santa Maria, tranne con quei pochi che lavoravano negli uffici del campo. Mia madre decise che, in aggiunta ai miei studi, dovevo acquisire anche conoscenze pratiche. Per questo fui mandata dalla sarta locale, la signora Pisacane, che mi insegnò le basi del cucito. Tutto sommato, gli anni 1944-1947 trascorsi a Santa Maria furono tranquilli, anche se eravamo ansiosi di riprendere la vita regolare, di trovare una nuova casa negli Stati Uniti e di riunirci con mia zia.
Our lives soon took on a normal pattern, we received daily ration of food, made new friends among the other German and Austrian refugees. My parents, not wanting to stay idle and wanting to earn some pocket money, went to work in the camp. Two months after our arrival, my mother enlisted a fellow refugee – an Italian Jewish highschool professor - to tutor me privately to prepare me to make up three years of ginnasio. In June 1945 I passed the required exams and was now ready to attend regular classes of the ginnasio in Nardò. I finished the fourth year of ginnasio, but had to interrupt my studies in the fifth grade as our camp was transferred to Palese. Once again I was tutored privately and by 1947 I enrolled in the first year of the liceo in Barletta. In Nardò, while attending regular classes, I befriended many of my classmates; however, it was difficult for me to socialize with them as, at the end of the school day, a truck would pick me up to return to camp. I have very fond memories of the time I spent in Nardò's ginnasio, as everyone from the girls to the professors treated me with great kindness. My family had little opportunity to interact with the residents of Santa Maria except the few who worked in the offices of the camp. My mother decided that, in addition to my studies, I should also acquire a practical skill. To this end, I was apprenticed to the local seamstress, Mrs. Pisacane, who taught me the basics of dressmaking. All in all the years 1944-1947 spent in Santa Maria were peaceful ones except we were anxious to resume a normal life, find a new home in the U.S. and be reunited with my aunt.



- Ricorda qualche avvenimento particolare di quel periodo?
Do you remember any special events that took place then?



Un avvenimento particolare accadde nel 1945, quando, non ancora quattordicenne, incontrai in spiaggia un giovane profugo diciassettenne, originario della Polonia, sopravvissuto a vari campi di concentramento. Sam Goetz aveva perso i genitori e tutti i membri della sua grande famiglia nell’Olocausto. Presto la nostra amicizia divenne un impegno serio e ci promettemmo che ci saremmo sposato non appena giunti negli Stati Uniti. I nostri piani e la nostra promessa si sono realizzati quando Sam e io ci siamo sposati nel 1950 a Los Angeles. E questo impegno continua ad essere sempre forte sessant'anni dopo. A Los Angeles abbiamo ritrovato i nostri amici di Santa Maria, Al e Rose Finci, con i quali siamo rimasti in stretti rapporti d'amicizia negli ultimi sessant’anni. Dato che io e Sam abbiamo pochi parenti, consideriamo Al e Rose membri della nostra famiglia allargata e con loro manteniamo vivi i ricordi e le esperienze condivise degli anni trascorsi  nei campi salentini.
A very special event took place in 1945, when I, who was not quite fourteen years of age, met on the beach a youth aged 17, a fellow refugee originally from Poland and a survivor of several concentration camps. Sam Goetz had lost his parents and all the members of his extended family in the Holocaust. Soon our friendship developed into a serious commitment and we promised each other that we would get married, once we were able to make our way to the U.S. Our plans and commitment were realized when Sam and I married in 1950 in Los Angeles. And this commitment to each other is still going strong sixty years later. In Los Angeles we were reunited with our friends from Santa Maria, Al and Rose Finci and have cherished their friendship for the past 60 years. Since Sam and I have a very small family, we consider Al and Rose as part of our extended family and with them we keep our memories and shared experiences of years spent in the Salento camps very much alive.

Joomla3 Appliance - Powered by TurnKey Linux