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PROFUGHI EBREI

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Testimonianze di una rinascita

 

Ron Unger

Ron Unger è nato a Tarnow (Polonia) nel 1928. Dopo aver trascorso quasi sei anni tra il ghetto di Tarnow e vari campi di concentramento, giunse in Italia. Dopo qualche settimana presso Ancona, fu inviato ai campi di transito UNRRA di Santa Cesarea e di Tricase Porto. Attualmente risiede negli Stati Uniti, a New York.

Ron Unger was born in Tarnow (Poland) in 1928. After spending almost six years between the ghetto of Tarnow and various concentration camps, he reached Italy. After spending some weeks near Ancona, he was sent to the UNRRA transit camps of Santa Cesarea and Tricase Porto.  He presently lives in New York (USA).

- Ci racconti della sua vita prima di arrivare nell'Italia del dopoguerra.

Could you tell us something about your life, before you arrived in after-war Italy?

 

Sono nato in Polonia e sono cresciuto a Tarnow (non lontano da Cracovia). Dal settembre del 1930 al maggio del 1945 sono vissuto in una parte di Tarnow trasformata in ghetto ebraico;  nel campo di concentramento di Plaszow presso Cracovia; nel campo di concentramento di Mauthausen in Austria e in due campi satelliti di Mauthausen, St. Valentin e Ebensee. Sono stato liberato a Ebensee dalle Forze Alleate il 6 maggio del 1945.

I was born in Poland and grew up in Tarnow (not far from Krakow). From September of 1939 through May of 1945 I lived in a designated Jewish district in Tarnow, ghetto in Tarnow, a concentration camp called Plaszow near Krakow; the concentration camp Mauthausen in Austria; and 2 satellite camps of Mauthausen, St.Valentin and Ebensee. On May 6, 1945 I was liberated in Ebensee by allied forces.

 

- Com'è giunto in Salento?

How did you reach Salento?

 

Dopo la liberazione avevo la possibilità di tornare in Polonia o di andare in Italia. Non avevo nessuno in Polonia e decisi di andare in Italia, da dove avevo la possibilità di raggiungere la Palestina o gli Stati Uniti. Ci trasportarono in Italia dall'Austria su un carro merci ferroviario. Viaggiammo lungo la costa adriatica e ci fermammo presso Ancona. Rimanemmo nei pressi della città alloggiati in un accampamento per circa tre settimane e poi, in treno e pullman, continuammo alla volta di Santa Cesarea. Dall'ottobre del 1945 sono vissuto prima nel campo profughi di Santa Cesarea e poi in quello di Tricase Porto, più a lungo. In seguito siamo stati trasferiti nel campo di transito di Bari. Vorrei tornare a visitare quella parte d'Italia dove sono tornato alla vita da giovane libero, dopo aver passato quasi sei anni in ghetti e vari campi di concentramento.

After the liberation, I was given the option of going back to Poland or to Italy. I chose Italy, as I had nobody in Poland and I was hoping to get to Palestine or to the United States. We were transported to Italy from Austria in a box car on a freight train. Our transport traveled along the east coast of Italy and stopped near the city of Ancona. We stayed in tents at a camping ground for about 3 weeks and then continued on the train and bus to Santa Cesarea. I lived in DP camps in  Santa Cesarea and in Tricase Porto starting October of 1945.  First in Santa Cesarea and then in Tricase Porto for quite a while, after that we were relocated to the Transit Camp outside Bari. I am still dreaming of going to visit this part of Italy especially Santa Cesarea and Tricase Porto. These were the places where I was reborn again as a free young man, after spending almost 6 years in ghettos and various concentration camps.

 

- Che cosa ricorda dei campi di transito salentini?

What memories do you keep of the Salento transit camps?

 

Trascorsi qualche mese a Santa Cesarea, dove vissi in un appartamentino. Lì sono stato anche qualche settimana all'ospedale perché al mio arrivo avevo l'itterizia. Poi fui mandato a Tricase Porto, dove risiedevano circa 600 profughi. Era il periodo in cui gli inglesi non permettevano agli ebrei di immigrare in Palestina e anche l'immigrazione illegale era bloccata. Molti di noi tentavano di trovare parenti in varie parti del mondo, soprattutto negli Stati Uniti e in Sudamerica per trasferirci là. Alcuni, io incluso, furono fortunati. Eravamo ospitati in appartamenti gradevoli, alcuni in belle ville. Non avevamo mobili e dormivamo su letti di fortuna ma era un paradiso rispetto ai campi di concentramento. L'UNRRA ci riforniva di cibo. Io mi occupavo di una cucina che dava da mangiare a 240 persone. Avevo un bravo cuoco che ci disse che aveva cucinato per il re di Romania. Con i suoi assistenti riusciva a preparare del buon cibo servendosi di alimenti in scatola, di verdure liofilizzate e di pasta. Dovevo andare ogni giorno al magazzino ad accertarmi che ci fosse stata assegnata dall'UNRRA tutta la nostra razione di vettovaglie. A volte vendevo una parte del cibo in scatola per acquistare del formaggio fresco e dell'ottimo pane. Il cibo nella nostra cucina non era kasher, ma c'erano altri gruppi che gestivano altre cucine idonee. C'erano numerosi gruppi di varia affiliazione sionista, ciascuno con la propria cucina: la quantità di vettovaglie era distribuita in funzione del numero dei membri di ogni gruppo. Ogni gruppo aveva uno shochet ["macellaio rituale"]. Vendevano il loro cibo in scatola per comprare polli e agnelli che lo shochet macellava ritualmente. Uno stesso shochet poteva eseguire la shechita ["macellazione rituale"] anche per altre cucine kasher.

I spent several months in Santa Cesarea and lived in a small apartment. I was also hospitalized there for several weeks, because I came down with yellow jaundice. After that I lived in Tricase Porto. There were about 600 DPs living there. This was the period when the British would not permit any Jews to immigrate to Palestine and even the illegal immigration was halted. Many of us were trying to find relatives in various parts of the world especially in the United States and in South America to be able to go there. Some of us were lucky including myself. We were housed in nice apartments and some of us in very nice villas. There was no furniture and we had only makeshift beds but it was paradise in comparison to concentration camps.  UNRRA, part of the United Nations, did supply food to us. I was in charge of a kitchen which fed 240 people. I had a very good cook who told us that he used to cook for the King of Romania. He had a few assistants. He was able to make some tasty food from the various canned goods, dried vegetables and pasta. I had to go to the warehouse every day to make sure that we received our full allotment of food supplies from UNRRA. I would occasionally sell some of the canned goods and buy some fresh cheese and  some good bread. The food in our kitchen was not kosher, however there were many other groups that ran their own kitchens and some of them were kosher. There were many other groups with various Zionist affiliations which had their own kitchens; the food supplies were distributed according to the amount of people in each group.  One group had their own shochet, they  would sell the canned goods and buy chickens and lamb and the shochet would perform the proper “shchita” The same shochet would also perform “shchita” in other kosher kitchens as well.

 

- A parte gli impegni di lavoro giornalieri, come passava il tempo a Tricase?

Beside your daily routine, how did you spend your time in Tricase?

 

C'erano attività educative, culturali e corsi professionali. Venivano molte compagnie di teatro di strada e anche professori a fare lezione. Molti venivano dagli Stati Uniti e recitavano in yiddish e in inglese. Venivano anche delle compagnie teatrali yiddish che si erano formate in altri campi profughi. Andavo alla maggior parte degli spettacoli. Parlo yiddish. Quando arrivai in Italia la mia conoscenza della lingua non era granché, ma in Italia si perfezionò: era l'unica lingua che ci permetteva di comunicare tra noi profughi, dato che venivamo da varie parti d'Europa: dalla Russia, dalla Romania, dall'Ungheria, dalla Cecoslovacchia, dalla Germania, dalla Polonia etc. Imparai l'italiano e l'inglese. Oggi il mio italiano è arrugginito, ma quando, anni fa, sono tornato in visita in Italia, dopo qualche giorno potevo comprendere e parlare un po'.

We had educational, cultural and vocational  activities. There were many theatre road companies and lecturers who would visit us. Many came from the United States and they performed in Yiddish and in English. Also there were some Yiddish theatre groups that were created in other DP camps who came to visit us. I did attend most of the performances. I do speak yiddish. I knew a little bit of yiddish but in Italy my yiddish was perfected. This was the only language in which all of us DPs could communicate, as we all came from different parts of Europe ; Russia, Romania, Hungary, Czehoslovakia, Germany, Poland etc. I was learning Italian and English. My Italian is rusty right now, but when I visited Italy a few years ago, after several days I was able to understand and speak a little bit.

 

- Ricorda qualche avvenimento particolare di quel periodo?

Do you remember any special event that took place then?

 

Quando vivevo in Italia accadde un fatto molto interessante. L'Italia divenne una Repubblica. Ricordo l'elezione di De Gasperi. Fu la prima volta che assistevo a elezioni democratiche. Avevo 18 anni.

When I lived in Italy a very interesting thing occurred. Italy became a Republic and I remember De Gasperi  being elected. This was the first time for me to see a real democratic election. I was 18 years old.

 

- Lei viene da Tarnow, la città natale di Sam Goetz, che è stato profugo a Santa Maria al Bagno e che ha raccontato le sue esperienze nei campi di concentramento e nei campi di transito nel suo libro di memorie I never saw my face. Lo conosceva?

You were born in Tarnow, the birthplace of Sam Goetz, who also spent some time in Santa Maria al Bagno and who has written his experiences of the concentration camps and of the Italian transit camps in his memoir I never saw my face. Have you ever met him?

 

Conoscevo Samuel Goetz, vivevamo vicini a Tarnow. Lo incontrai di nuovo in Italia, ma da allora non ci siamo più visti […] Ci siamo scritti per posta elettronica. È stato molto sorpreso di sentirmi. Si è ricordato molte cose di me a Tarnow, che i miei genitori avevano un negozio di biciclette, che frequentavamo la stessa scuola, che abitavamo vicini etc. Spero di incontrarlo presto, perché con mia moglie saremo di passaggio a Los Angeles per andare a trovare mio cognato e la sua famiglia a Sidney. Grazie di avermi detto del libro di Sam. L'ho ordinato subito, l'ho letto e ne sono rimasto molto colpito. Mi ha ricordato di come sono riuscito a sopravvivere, perché anch'io sono passato dai campi di concentramento di Plaszow, di Mauthausen, di St. Valentin e di Ebensee, dopo essere stato rinchiuso nel ghetto di Tarnow. Con Sam stavamo in parti diverse di quei campi e non ci siamo mai incontrati.

I knew Samuel Goetz, we lived very close to each other in Tarnow.  I did meet him in Italy and have not seen him since then […] Sam and I have been in contact by e-mail. He was very surprised to hear from me.  He remembered many things about me from Tarnow; that my parents had a bicycle store, that we went to the same school, that we lived very close to each other etc. I hope that Sam and I will meet very soon as my wife and I travel through Los Angeles when we go to visit my wife’s brother and his family in Sydney, Australia. Thank you also for letting me know that Sam wrote a book. I ordered it immediately after you told me about it. I read it and was extremely impressed with it. His book reminded me of my own survival as I too went through Plaszow, Mauthausen, St.Valentin and Ebensee concentration  camps after the Tarnow ghetto. We were in different parts of  Plaszow, Mauthausen and Ebensee  camps and never saw each other.

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