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JEWISH REFUGEES

IN APULIA
Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Note
(1) Zichronot Shmuel Mordechai Rubinstein (http://srmemo.blogspot.com/2008/08/blog-post_113.html).
Una traduzione inglese dell'intera opera è accessibile sul sito, curato da Haim Rubinstein, all'indirizzo http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/~cpsa/malch/jewish_brethren_C.htm
(2) Si veda l'analoga esperienza descritta da RON, Un'odissea dei nostri giorni, p. 124.
(3) Vedi supra, nota 00.
(4) "Determinazione di vita" (da cui il gioco di parole successivo): l'autore si riferisce a un movimento di ebrei ortodossi.
(5) Cioè che non fosse preparato secondo le leggi alimentari ebraiche.
(6) Vedi supra, nota 00.
(7) Melawè Malkà ("accompagnatore della Regina", cioè dello Shabbàt) e motza è Shabbàt ("uscita dello Shabbàt") sono cerimonie che segnano la fine del giorno festivo.
(8) Ebrei ortodossi, perlopiù di provenienza europea orientale.
(9) I tefillìn sono cinghie di cuoio che si stringono al braccio sinistro e che sono corredate di due piccole scatole contenenti versetti biblici scritti su pergamena. Sono utilizzate dagli uomini per la preghiera. Il tallìt è lo scialle rituale usato dagli uomini per la preghiera. Il siddùr è il libro di preghiere.
(10) Lett. "giusto". Nell'ebraismo hassidico con questo termine ci si riferisce a un rabbino particolarmente stimato per la sua religiosità.
(11) "Precetto di fede", "buona azione".
(12) "Annina, Annetta", con il suffisso diminutivo yiddish.
(13) In inglese nel testo, in caratteri ebraici.
(14) In italiano nel testo, in caratteri ebraici.
(15) Così nel testo, in caratteri ebraici (= "polacco").
(16) In italiano nel testo, in caratteri ebraici.
(17) Per le esigenze della kashrùt gli alimenti devono essere cucinati in recipienti che non siano stati contaminati da prodotti impuri.
(18) In italiano nel testo, in caratteri ebraici.
(19) Organizzazione ebraica fondata a Vilna alla fine del XIX secolo, i cui membri intendevano coniugare ideologie socialiste e ortodossia giudaica.
(20) Moshe Ron (Un'odssea dei nostri giorni, pp. 132-133; 150) racconta una versione lievemente diversa della stessa vicenda, che egli conobbe principalmente nella versione datagli dal figlio del ladro, con cui egli condivise la stanza per un breve periodo nel campo di transito. Secondo Ron, anche il figlio (il cui nome era Josef) era un ladro provetto e avrebbe aiutato il padre nell'impresa del magazzino del vestiario.
(21) Si omette la sezione del racconto del viaggio compiuto da Rubinstein in Inghilterra per conoscere i genitori della futura moglie.
(22) Personaggio noto da varie fonti (si veda anche supra, p. 00). Ufficialmente lavorava per l'UNRRA, come responsabile della kashrùt, ma in realtà si occupava delle partenze clandestine dei profughi per la ‘Aliyyà bet
(23) Si veda infra, p. 00.

 



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