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Testimonianze di una rinascita

 


Senza Volto

presentata a Nardò la traduzione italiana delle memorie di Samuel Goetz.

Il 21 aprile 2010 il comune di Nardò ha ospitato Samuel e Gerti Goetz.  I due coniugi, sopravvissuti alla Shoà, hanno calpestato ancora una volta le terre che più di cinquant’anni fa hanno segnato la loro rinascita fisica e spirituale dopo le tragiche esperienze seguite alle invasioni naziste nei loro paesi natali, rispettivamente la Polonia e l'Austria. Samuel e Gerti, che si sono incontrati a Santa Maria al Bagno, hanno deciso di essere testimoni attivi e di raccontare le loro esperienze di superstiti agli orrori dell'Olocausto.


I never saw my face è il testo in cui nel 2001 Sam ha deciso di raccogliere le sue memorie. Proprio la presentazione della traduzione italiana dell'opera(*) è stata l’occasione dell’invito dei coniugi a Nardò. Senza volto descrive l’identità dell’autore, oltre che della sua famiglia.


All’incontro erano presenti il Vicesindaco De Vitis, l’Assessore alla Promozione della Città e dell’Accoglienza Cavallo,  l’Assessore alla Cultura Falangone e il Professor Lelli, docente di Letteratura Ebraica presso l’Università del Salento.


L'incontro è iniziato con l'intervento dell’Assessore Falangone, il quale ha voluto presentare Nardò come “la città dell’accoglienza e della testimonianza viva di quegli anni orribili che la storia non deve e non può dimenticare e, nello stesso tempo, testimonianza di un riscatto di pensare la persona umana.”


Samuel Goetz ha poi esposto il suo testo, raccontandone brevemente il contenuto autobiografico, dall’occupazione nazista della Polonia e la sua prigionia, fino all’arrivo nei campi di transito salentini. Qui ha potuto recuperare i pezzi di una vita andata in frantumi, trovando una nuova famiglia, quella di Gerti, e una nuova speranza per un futuro migliore.


Successivamente è stato il turno di Gerti.  Le sue memorie sono state raccolte nel testo Memory of kindness. Growing up in war torn Europe del 2000, poi tradotte in italiano con il titolo In segno di gratitudine nel 2007. “Voglio esprimere la mia gratitudine per i salentini. Quando sono arrivata mi hanno accolta come una sorella”, queste sono state le parole di Gerti in merito ai suoi ricordi del Salento.


Entrambi, infatti, hanno associato la libertà ritrovata alle meraviglie del Salento con le sue acque cristalline e le incantevoli scogliere, ringraziando quanti hanno dimostrato cordialità e gentilezza nei loro confronti.


L’intervento del professor Lelli è servito a far capire quanto sia importante parlare della realtà dei campi di transito, poco conosciuta fino a dieci anni fa. Egli ringrazia tutte le persone e le associazioni che hanno contribuito a ritrovare queste pagine della letteratura dell’Olocausto.


I coniugi Goetz, con le loro testimonianze, fanno di tutto perché la memoria della tragedia rimanga un monito per il futuro, nonostante il dolore causato dal continuo riportare alla mente episodi tragici della loro vita.


L’incontro di Nardò è servito a sottolineare come non basti ricordare all’umanità la tragedia e la sofferenza della Shoà, ma anche la solidarietà salentina verso quanti sono passato da questi luoghi, affinché le generazioni future possano trarne esempio di civiltà.

Nicoletta Re

(*) S. GOETZ, Senza volto, traduzione italiana di Manuela Bruno, Nardò, Besa Editrice, 2010.

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