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Testimonianze di una rinascita

 

Documentario israeliano sui bambini dei profughi ebrei dei campi salentini

Dal 4 all’11 dicembre un gruppo di israeliani è stato in Salento per girare un documentario sui bambini nati nei campi di transito.
L’iniziativa è nata da un’idea di Shuni Lifshitz e di Rivka Friedman, nate a Leuca nel 1946, che hanno deciso, per ricostruire la memoria di un periodo della vita dei loro genitori che ha segnato anche l’inizio della loro esistenza, di promuovere un’opera di recupero delle memorie legate a quest’episodio poco noto della storia della ricostituzione del popolo d’Israele, importante momento della rinascita della speranza in un futuro migliore per una popolazione profondamente provata dal dolore della Shoà e delle persecuzioni razziali.
Nel loro progetto, sostenuto culturalmente dall’Università del Salento,Shuni e Rivka sono state aiutate da Yael Katzir, nota regista israeliana, da tempo impegnata nella documentazione di vari aspetti della società d’Israele, in particolare relativi al ruolo della donna, e da Gadi Castel, film-maker israeliano di origine italiana, promotore di un importante festival del cinema in Israele, che ha provveduto agli aspetti operativi e tecnici dell’impresa. Yael e Gadi hanno accompagnato Shuni e Rivka nel loro tour salentino, insieme al cineoperatore Elio, giunto insieme a loro da Roma.
Il gruppo si è stabilito a Leuca, ove ha dato avvio alle riprese, iniziando dai luoghi della memoria ebraica locale e in particolare dai resti della Colonia Scarciglia, l’ospedale che serviva da maternità per tutti i profughi salentini.Hanno poi esteso la loro ricognizione a Tricase e Tricase Porto, per spostarsi poi a Santa Cesarea, a Castrignano del Capo – dove, grazie al sindaco, Dott.ssa Annamaria Rosafio, hanno potuto filmare i registri dell’anagrafe contenenti gli atti di nascita dei bambini ebrei - e a Santa Maria al Bagno, ove al Museo della Memoria e dell’Accoglienza hanno potuto ammirare e documentare i murales restaurati di Zwi Miller e le foto dei profughi, in cui hanno riconosciuto anche persone a loro note. Nel loro tour hanno incontrato e intervistato ex profughi rimasti in Salento, testimoni italiani delle vicende dei campi di transito e storici locali.

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