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JEWISH REFUGEES

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Witnesses of Rebirth

 

PROFUGHI EBREI

IN PUGLIA
Testimonianze di una rinascita

 

Ricordi


SHMUEL MORDECHAI RUBINSTEIN

More dramatic is the description of Salento presented by Shmuel Rubinstein, who focuses his memoir on the difficult economic conditions of the region, destroyed by the war. Only the sea and the rocky shores, so much appreciated by the Goetzs, can be fully appraised.

Twenty four hours later we arrived at the “heel” of Italy, in the south, and halted at a station by the name of Nardò. From there we were taken on trucks a distance of 7 kilometers to Santa Caterina, a place of lovely houses but empty of people, in fact, empty of everything, nothing but rocks and sea around us! We were totally exhausted. […] Food wasn’t even mentioned. […]The population was very poor, they were so short of food that they were willing to work all day for 1 kilo of bread. […] Thousands of people wandered aimlessly, without occupation, because there was nothing to do! We simply waited for our ration of bread and soup, continuing to exist as we had in the concentration camp with the difference that now we were permitted to lie on the beach, swim in the sea, or lie on our beds staring at the ceiling!

Una visione più drammatica è quella di Shmuel Rubinstein, nella cui descrizione l'attenzione si sofferma sulle condizioni economiche del Salento, distrutto dalla guerra e di cui non è rimasto che il mare e le coste rocciose, tanto apprezzate dai Goetz. La traduzione italiana (di Fabrizio Lelli) si basa sull'originale ebraico.


Dopo ventiquattro ore [di viaggio da Roma] giungemmo nel "tacco" d'Italia. Arrivammo alla stazione di una cittadina chiamata Nardò. Di lì fummo condotti in camion a sette chilometri di distanza in una località chiamata Santa Caterina. Le case erano belle… ma completamente vuote! Non solo perché erano disabitate, ma anche perché non c'era più niente al loro interno. Intorno, mare e rocce… […] Eravamo stanchi, sfiniti, stremati. Nessuno parlava di cibo, non se ne faceva neppure menzione […] la popolazione locale era povera, ridotta alla fame. Per un chilo di pane erano disposti a lavorare un'intera giornata […] C'erano migliaia di uomini che si aggiravano senza avere niente daffare, senza nessuna occupazione. Si doveva solo aspettare di ricevere la razione di pane, la razione di zuppa e andare avanti, come in campo di concentramento, tanto per cambiare. Avevamo il permesso di sdraiarci sulla spiaggia e nuotare in mare o di restare a letto a guardare il soffitto.

I stayed at home or lay on the beach, refusing to participate in any activities. I was ashamed to go outside because I had no clothes. All I had was what I brought with me from the concentration camp.

Me ne stavo a casa o in spiaggia, non partecipavo a nessuna iniziativa, mi vergognavo di uscire per strada perché non avevo niente da mettermi addosso! Avevo solo gli abiti con cui ero arrivato, ancora quelli del campo di concentramento.

Rubinstein centers his description on the organization of refugees' activities.

One evening I saw a crowd of people clustered around three men who had arrived from Rome to organize the “Oved”. I stood nearby to find out what it’s all about. The following day a committee of representatives of all the refugees would be set up in the town of Bari. […]  On the spot they also decided to include 3 or 4 representatives of those people who had remained unaffiliated - the “wild animals”, and I was nominated.

Rubinstein si concentra sull’organizzazione delle attività dei profughi.

Una sera vidi dei capannelli di persone e scorsi nel mezzo tre uomini venuti da Roma per organizzare Ha-'ovèd ("Il lavoratore"). Mi misi da una parte e ascoltai quel che non si sarebbe dovuto sapere… L'indomani si sarebbe tenuto a Bari il consiglio dei rappresentanti di tutte le organizzazioni per i profughi, […] In quella circostanza decisero di eleggere anche tre o quattro delegati dei "selvaggi". Qualcuno fece il mio nome.

 

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